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Il mobbing sul lavoro fa riferimento ad una serie di comportamenti vessatori, persecutori e intimidatori perpetrati da uno o più individui nei confronti di un dipendente all'interno dell'ambiente lavorativo. Questi comportamenti possono essere messi in atto sia da colleghi che da superiori e possono manifestarsi in diverse forme, come ad esempio:
Il mobbing può avere gravi conseguenze sulla salute psicofisica della vittima, provocando stress, ansia, depressione e portando al deterioramento delle capacità lavorative e relazionali. È importante che le aziende adottino politiche e misure preventive per riconoscere e contrastare il mobbing, promuovendo un ambiente di lavoro sano e rispettoso per tutti i dipendenti.
Non esiste solo una tipologia di mobbing e non sempre è un fenomeno che si verifica dal superiore nei confronti dei sottoposti. Di seguito una descrizione delle principali tipologie di mobbing:
È la tipologia di mobbing che coinvolge soggetti collocati a diversi livelli della scala gerarchica, e si distingue a sua volta in:
Questa tipologia di mobbing è posta in essere da uno o più colleghi che si trovano allo stesso livello della persona che ne è bersaglio.
Per definire con ancora più precisione il mobbing sul lavoro, abbiamo costruito due esempi fittizi che descrivono comportamenti di mobbing.
Scenario: Maria lavora come impiegata amministrativa in un'azienda da cinque anni. Di recente, ha ricevuto un nuovo capo reparto, Paolo, che sembra avere un atteggiamento negativo nei suoi confronti.
Paolo critica costantemente il lavoro di Maria, anche quando non ci sono errori. Le dice frequentemente che è inefficiente e che non rispetta le scadenze, nonostante i suoi colleghi riconoscano la sua puntualità e precisione.
Inizia a non invitare Maria alle riunioni importanti e non la include nelle mail del team. Quando Maria chiede chiarimenti, Paolo risponde in modo vago o non risponde affatto, lasciandola fuori dal loop delle informazioni necessarie per svolgere il suo lavoro.
Conseguenze: Maria si sente frustrata e demoralizzata. Comincia a dubitare delle sue competenze e della sua autostima. La qualità del suo lavoro ne risente a causa della mancanza di informazioni e supporto, portandola a essere meno produttiva.
Scenario: Luca è un giovane sviluppatore software in una società tech. Il suo supervisore, Gianni, lo tratta in modo diverso rispetto ai suoi colleghi.
Gianni assegna a Luca progetti estremamente complessi e in grande quantità, molto più di quanto venga assegnato agli altri membri del team. Nonostante Luca faccia del suo meglio, il carico di lavoro è semplicemente troppo per una persona sola.
Gianni inizia a diffondere voci secondo cui Luca non è all'altezza del suo ruolo e che è un elemento di disturbo per il team. Questi pettegolezzi arrivano ai colleghi, che iniziano a guardare Luca con sospetto.
Conseguenze: Luca è stressato e sopraffatto dal lavoro e dalle aspettative irrealistiche. Questo influisce negativamente sulla sua salute fisica e mentale. I colleghi iniziano a prendere le distanze da Luca, peggiorando il suo isolamento e facendolo sentire ancora più emarginato e insicuro.
Entrambi questi esempi illustrano come il mobbing può manifestarsi in modi subdoli ma devastanti, influenzando negativamente la vita lavorativa e personale delle vittime.
Come emerge dal nostro report Talent Trends, nonostante la grande enfasi attuale sulle tematiche riguardanti la diversità, l’equità e l’inclusione (DE&I), c’è ancora molta strada da fare per creare ambienti di lavoro in cui ciascuna persona possa sentirsi libera di essere sé stessa. Molti professionisti italiani riferiscono una scollatura tra gli ideali di DE&I promossi dalla propria azienda e la loro quotidianità lavorativa e segnalano la necessità impellente di iniziative meno “di facciata”. Il 78% dichiara infatti di non poter essere davvero sé stesso sul posto di lavoro.
Circa un dipendente su dieci si sente emarginato o maltrattato. In particolare, le donne sono spesso vittime di bias, pregiudizi o comportamenti velatamente discriminatori, e questo fenomeno evidenzia la battaglia ancora in corso contro la disparità di genere. Anche la discriminazione per età è un problema comune, che colpisce sia i membri più giovani che quelli più anziani dei team, e rappresenta un grande ostacolo agli sforzi per raggiungere obiettivi in ambito DE&I.
La riluttanza a denunciare delle discriminazioni è evidente, se soltanto il 31% di chi le subisce sceglie di farsi avanti. Questa esitazione a parlare è un segnale chiaro del fatto che le aziende hanno bisogno di reti di supporto migliori per far sì che ogni voce sia ascoltata e valorizzata.
Per creare ambienti davvero inclusivi, le aziende devono fare di più che lanciare iniziative astratte. Devono concentrarsi sullo sviluppo di una strategia ampia e a lungo termine che abbia l’obiettivo di alimentare una cultura aziendale a cui ciascuna persona si senta di appartenere. Questo significa tenere aperti dei canali di comunicazione, dare sostegno a chi si sente marginalizzato, verificare regolarmente l’impatto degli sforzi in ambito DE&I monitorando delle metriche chiave e raccogliendo i feedback dei dipendenti.
Ora dovresti avere un’idea più chiara del fenomeno del mobbing al lavoro e delle forme in cui si manifesta. Ecco una lista degli step che puoi seguire per affrontare il mobbing sul lavoro:
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Il mobbing sul lavoro è un fenomeno che penalizza la salute mentale dei professionisti, causa ansia e stress e riduce la produttività.
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